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A Scuola di Vita

La TRASNISTRIA

MoldoviaLa Transnistria è una striscia di terra ad est del fiume Nistru, separatasi dalla Moldavia in seguito ad una sanguinosa guerra civile nel 1992, autoproclamatasi indipendente e fedele all’ex Unione Sovietica, ma che non è stata ufficialmente riconosciuta da nessun stato al mondo.

Il villaggio di Slobozia Rascow

la chiesa di SloboziaIl villaggio di Slobozia Rascow si trova nel nord della Transnistria, a 5 chilometri dal confine ucraino.
La povertà, generalizzata in tutta la Moldova, in questa parte del Paese e’ ancora più accentuata. Le fabbriche sono state chiuse e nei villaggi si vive ancora di una agricoltura di sussistenza basata sulle leggi dei kolkoz.
Questa situazione non ha risparmiato il villaggio di Slobozia Rascow che ha attualmente 850 abitanti. Le poche persone che hanno un’occupazione lavorano nei kolkoz e non percepiscono un salario da più di 5 anni, ma ricevono come compenso prodotti agricoli. L’economia si è ridotta così a pura sussistenza o a baratto.
Anche gli stipendi di altre categorie di lavoratori sono irrisori: un insegnante guadagna circa 9$ che gli sono versati sempre con un grande ritardo.
Non sono rari i casi in cui, in inverno, alcuni abitanti siano costretti a bruciare i mobili per potersi riscaldare. Capita anche che i bambini, durante le lezioni, svengano per la fame. Alcuni medici hanno stabilito che il ritardo nell’apprendimento manifestato dai piccoli allievi è dovuto a malnutrizione e denutrizione.
Con la crescita della disoccupazione aumenta anche la diffusione dell’alcolismo fra la popolazione. Questo fenomeno, a sua volta, è una delle cause dell’incremento sempre più preoccupante del “popolo della strada”: un numero crescente di bambini e giovani sfugge da una vita di violenza familiare, senza avere un posto in cui andare e spesso finisce in istituto.
Padre HeinrichTutto il villaggio ruota attorno alla piccola chiesa dal campanile a punta. Cattolici e ortodossi, ucraini, polacchi, russi e “basarabiani” moldavi qui si sentono a casa. Merito di Padre Heinrich, missionario dehoniano polacco che da 13 anni tiene viva la luce della speranza in questo villaggio di 800 abitanti. Padre Heinrich ha ridato speranza a questo villaggio riaprendo la scuola e l’asilo, favorendo l’inserimento nel mondo del lavoro degli adulti, aprendo un punto medico.
Negli ultimi mesi una nuova sfida: strappare al grigiore dell’Istituto di Popenchi alcuni ragazzi abbandonati. In poco tempo si è creata una rete di solidarietà che ha coinvolto molte famiglie del villaggio che hanno preso a cuore questi ragazzi. Così dalle brevi visite in istituto si è passati a periodi ospiti del villaggio di volta in volta più lunghi. E ora finalmente hanno una casa a loro disposizione. Questa casa però ha ancora bisogno di essere sistemata … ma a loro regala un’emozione unica: la gioia di avere una casa dove tornare.

Di cosa c’è bisogno?

la casa da sistemarein.volo. ha deciso di completare la ristrutturazione della casa, di provvedere ad una parte degli arredi e di avviare, per questi giovani corsi di formazione professionale e delle piccole attività che consentano loro di essere autonomi e di costruirsi quel futuro che non hanno mai avuto

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